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Overview about the doctoral research in the energy market

The research work on the energy market liberalization and integration in the WBs

I primi inneschi del lavoro sulla liberalizzazione del mercato energetico e l’integrazione dei mercati nei BO

Avv. Lorenc Gordani, PhD | Dicembre 04, 2014

Con l’aspirazione di dedicarsi ad una ricerca da diretto apporto pratico e respiro atemporale si sono attraversati lunghi periodi di lavoro – a delle varie sedi accademiche europee – dove tra altro si è fermati al prestigioso Ateneo Pavese. Tra gli innumerevoli richiami che riflettono il percorso secolare dell’Alma Ticinensis Universitas, in mezzo all’evocazione delle tantissime insigne personalità e premi Nobel, spicca anche quello di Alessandro Volta. Illustre rettore dell’inizio Ottocento, statua della quale corona uno dei principali cortili a gradevole stile barocco in doppio loggiato lombardo dell’Università Pavese.

In seguito tra le varie possibilità prospettate, si è prescelto proprio l’approfondire quanto può riguardare a un giurista dell’affascinante ed intricato profilo delle risorse energetiche. Lo sviluppo delle quali si deve allo fluire di infinite imprese di una moltitudine di personalità che hanno inciso il loro nome nelle pagine delle glorie eterne della scienza, ma che un punto fermo trovano (oltre che nelle prime intuizioni offerte dalla poliedrica figura del rinascimento italiano Gerolamo Cardano) all’inventore del primo generatore statico dell’energia elettrica, il conte Alessandro Volta.

L’energia, che per delle cause legate con la sua natura, ha sempre costituito un argomento strategico e di respiro regionale e paneuropeo, dove tra i molteplici dimensioni in particolare si è distinto quelle riguardo l’organizzazione nel quadro regolato dei servizi energetici offerti a rete. Aspetto questo, che costituisce anche uno dei profili miliari del processo di integrazione e che pertanto ha interessato pesantemente anche il quadro albanese delle trasformazioni di questi ultimi 20 anni. L’Albania, lo studio della quale naturalmente ha trovato molteplici interesse al paese appenninico, come vicino diretto della parte Sud-orientale dell’Adriatico, affacciato a solo 70 miglia marine dalle coste Italiane, registra tra alto un bilancio di produzione energetico quasi unico ossia per circa al 100 per cento sulla produzione idrica.

In merito, negli ultimi 20 anni l’Albania ha promosso una serie di riforme, che nonostante i successi, hanno denotato l’accentuato deficit ereditato dal passato riguardo la gestione pubblica. Ecco dunque un primo necessito d’intervento che detto con la frase del Albert Einstein “I problemi che abbiamo non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati”. Proprio a questo proposito, di particolare aiuto, è il processo a pieno corso – in tutta l’Europa – di regolamentazione delle risorse energetiche.

Nell’accezione tecnica il termine “regulation”, ci si riferisce in sintesi al processo che ha visto sotto la guida del percorso di integrazione europea, portare alla piena apertura e la liberalizzazione della gestione in un mercato concorrenziale delle risorse energetiche. Forma di organizzazione che ha interessato tutti i settori che si sviluppano a rete, dove fanno parte per esempio le telecomunicazioni, il trasporto stradale, il servizio ferroviario, la gestione delle acque, etc., e che solo appena una ventina di anni fa venivano inquadrate nella quasi totalità dei Paesi all’ottica di monopoli assoluti a mano pubblica.

Riguardo in particolare l’Albania, durante la transizione, gli aspetti legati con l’energia sono stati oggetto di interesse non solo dei referenti istituzionali e specialisti del settore, ma anche più in generale di un più vasto pubblico: esercenti, imprenditori e piccoli consumatori, etc. Questi ultimi non solo perché molto più attenti che altrove ai problemi del governo dell’economia, ma soprattutto per i limiti quasi ciclici che ha manifestato questo settore. La realtà è che negli ultimi anni le trasformazioni nel settore stesso sono state numerose e forti, tanto che anche per chi vi si dedica ogni giorno le informazioni che riguardano il settore energetico non sono di facile sintesi comprensiva.

A tale ostacolo abbiamo pensato di porre rimedio lavorando con la presentazione del settore in un quadro comparato con quanto avvenuto e sia in corso agli altri Paesi dell’UE e dei Balcani Occidentali. Non essendo esso un processo isolato in un ambito delimitato, il primo obiettivo è stato quello ad “impossessarsi” della normativa comunitaria ossia a quella primaria dalla quale il tutto discende. Normativa che è stata promotrice e sta guidando una delle trasformazioni senza precedenti della storia umana. Proprio in seguito ad esse si è optato per una ricerca rappresentativa delle esperienze condivise riguardo la regolazione in Europa.

Per evitare ad apprendere in modo acritico è stato necessario proseguire con l’analizzare le condizioni specifiche che hanno determinato ciascuna scelta e la loro rilevanza nel quadro dell’insieme. Aspetto questo che ha determinato il prediligere nel corso della trattazione, tra i vari modelli europei – sulla base di criteri oggettivi – le esperienze dei Paesi più vicini con i quali si intercorrono rapporti di lunga durata in particolare nell’ambito politico ed quello economico. A tale riguardo, il modello Italiano assume valenza particolare, anche per i molteplici rapporti istituzionali, con riferimento specifico al settore, sia nel periodo dell’emergenza sia in quello del rafforzamento istituzionale, fino ad assumere pienamente la dimensione di un partenariato tradizionale.

D’altra parte tenendo presente l’impostazione dell’approccio regionale dello sviluppo della liberalizzazione e riferendosi agli ultimi progressi nel c.d. ottavo mercato regionale con il prefiggere di congiungersi a quello unico europeo delle risorse energetiche, la parte centrale si è dedicata ai contemporanei riferimenti dei Paesi membri dell’EnCT. Dal momento che questo sviluppo ha preso campo in modo istituzionale dal 1999 ed è stato intensificato in particolarmente dal 2006, ad esso si riserva più spazio dalla seconda parte, senza qui la pretesa ad offrire un quadro oltre a quanto necessario per chiarire gli sviluppi riguardanti l’Albania.

Per dell’esigenze espositive, del quadro sollecitato – tutt’ora in forte evoluzione – d’obbligo è il seguire dei lineamenti principali. Più in specifico, da una parte si apporta il disegno riformatore e i punti critici, come gli scenari che si prospettano riguardo il mercato unico dell’energia. Dall’altra, il percorso e lo stadio della riforma in Albania, le specifiche proprie, la conformità raggiunto con l’ordinamento dell’UE, come la comparazione con l’esperienza Italiana e le prospettive di proseguo nell’ambito del mercato regionale dell’EnCT. Aspetti principali evinti che costituiscono l’apporto (compresso quello accademico) in chiave della prospettiva dello sviluppo futuro.

In tale quadro fra i diversi aspetti, tutti significativi, il traguardo di maggiore rilevanza è il compimento del mercato unico dell’energia entro il 2014. Obiettivo questo che segnerà il raggiungimento del traguardo di un percorso iniziato già con i Trattati istitutivi della comunità europea e costituirà in definitiva un rafforzamento stesso dell’integrazione dell’Unione. Sfide soprattutto correnti questi per l’Albania, sia alla luce dei processi di integrazione all’Unione Europea nonché riguardo a gli impegni assunti nell’ambito dell’EnCT.

In base dell’analizzi apportata, cercando qui a tirare le conclusioni anche arricchendo il tutto con delle considerazioni che vano oltre l’impellente ed il semplice dato tecnico-giudico, riguardo i profili complessivamente della ricerca, provvidenziale a rispondere – ai dilemmi attuali del settore energetico dell’UE e a maggiore ragione riguardo alla specificità proprio alla riforma in atto in Albania – si vedano delle sintesi evinte dal pensiero del maestro Bruno Leoni sulla superiorità della scelte che provengono dal mercato rispetto alle distorsioni che le scelte politiche in se in modo insite riportano.

A tal fine si può riassumere senza correre il rischio di sbagliarsi di troppo, che finora ogni Paese ha impresso nel sistema energetico, una delle rappresentazione più insite del suo concezione verso l’organizzazione amministrativa, politica, economica e sociale. Ma proprio per gli sviluppi fin qui intrapresi e per lo stadio dei progressi raggiunti, nel giro di pochi anni il tutto si appresta ad prendere definitivamente forma da delle logiche di multiple dinamiche concorrenziali bilanciate e necessariamente interconnesse da una serie di meccanismi trasparenti.

Come largamente considerato durante la trattazione, l’apertura e l’interconnessione, sovraregionale e poi, via in seguito paneuropea dei mercati regionali, è un processo storico senza precedenti. Integrazione che ha dei vantaggi innegabili riguardo la concorrenzialità, trasparenza, sicurezza, sviluppo tecnologico, rispetto maggiore dell’ambiente e in definitiva uno sviluppo c.d. sostenibile, che già si vede proiettarsi con una tempistica ben precisa verso dell’ambiziose strategie complessive che vano oltre il quadro energetico – e con l’impostazione precedente dell’organizzazione del settore difficilmente potevano essere intraprese – come sono quelle del 2020 e il 2050 dell'UE.

Pertanto, questa ricerca concludo che il tutto è naturalmente un proseguo estremamente complesso ed occorre togliersi l’illusione che possa essere realizzata senza nessun costo o “sconvolgimento”. Come che l’inizio di qualsiasi avanzamento concreto del processo potrà avvenire solo dietro un forte accordo politico affiancato da una struttura consolidata di meccanismi capaci di monitorare la situazione approntando delle soluzioni che delineeranno in definitiva i connotati stessi e la durata del regime transitorio.

In tale prospettiva questa ricerca è un tentativo ad apportare delle scelte ponderate già dal momento dell’organizzazione e del programmazione preliminare. Quindi, complessivamente questa opera, incentiva l’inquadrare dei quadri di interesse su valori comunemente valutabili, per formulare dei scenari di riferimento riguardanti le prospettive future del mercato energetico, favorendo così la ponderazione volto alla costruzione di un modello effettivamente competitivo. Il tutto nell’intento di stimolare la diffusione delle idee sulle opportunità del mercato unico dell’energia e delle nuove politiche energetiche europee, quale imprescindibile profilo al rafforzarsi dei processi stessi della piena integrazione politica ed economica dell’Unione Europea.

Questo studio, quindi, ha mirato che avvalendosi alla libertà accademica, di fornire un contributo da un punto di vista terzo ed imparziale – che nell’onnicomprensività del settore non può non essere relativamente modesto – per poter costituire una prima svolta alla tradizione di finora di concepire le riforme. Al riguardo ci si sente a concludere, facendo nostro la convinzione espressa da più e più personalità, che in definitiva la liberta del mercato non può non dipendere dal minore intralcio normativo: più regole ci sono e più difficile diventa il tutto per funzionare. Pertanto, possiamo aggiungere che più ricerche e studi – che si augura sempre più evolute ed approfondite – non potrebbe che rilevarsi utili per rafforzare e consolidare una tradizione, imprescindibile per guiderà il legiferare ragionato e ponderato, creando in definitivo non un mercato delle normative ma un quadro saldo e ben definito come un punto di congiunzione ottimale dell’interesse privatistico con quelli degli obblighi del servizio pubblico in ottemperanza del migliore e onnipresente comune interesse generale dello sviluppo economico complessivo.

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